La produzione di immagini d'arte, in questi primi dieci anni del terzo millennio, confermano l'eterno bisogno che l'uomo ha di trattare creativamente gli aspetti della nostra vita. L'artista è il vero critico del mondo, come del resto è sempre stato. Sono cambiati gli strumenti o meglio se ne sono aggiunti altri. Il cinema, l'animazione, il video in genere, accanto alle arti figurative "classiche". L'affermarsi del computer e i molteplici softwares che lo accompagnano, hanno concesso a tutti di esprimere pensieri e sensazioni in modo semplice (relativamente semplice), moltiplicato la produzione di immagini che spesso finiscono nei blog personali più o meno anonimi, come in una sorta di cassetto virtuale che però qualcuno potrà vedere. Ma cos'è l'arte digitale? Nulla di diverso da ciò che è sempre stata l'arte, e posso dire con certezza cosa è preferibile per un artista digitale: evitare di imitare la pittura. Come è accaduto con l'avvento della fotografia, che ha saputo trovare una sua valenza espressiva, così farà l'arte digitale. Prestando attenzione a non lasciare prendere il sopravvento all'effettistica e cercando invece una via originale tecnica ed espressiva. L'arte digitale, in realtà la tecnica digitale, permette di realizzare qualcosa di nuovo che è insito nello strumento e che il creativo adotta per le sue esigenze. Direi a chi ha voglia di immagini "pittoriche" di dipingerle come si è sempre fatto e di usare il digitale per creare immagini che non siano la copia degli "effetti" pittorici. Nel tratto pittorico c'è un universo che è proprio dell'artista che lo ha tracciato, della sua mano, del suo stile artistico... e così sarà per l'arte digitale.
Quanto mi costi?
Giovedì 17 Settembre 2009 11:06
I mass media, dalle tv nazionali, alla stampa non parlano che di mercati, soldi, finanza. Sia in tempi di crisi, e da che ho memoria è permanente, che in periodi economicamente positivi per le aziende. Politica, borse finanziarie e argomenti correlati, in programmazione quotidiana sui media di ogni tipo. Qualche programma di intrattenimento, notizie rosa e grossomodo il "palinsesto è fatto". Ma la mia domanda è lecita: una società civile non cresce con l'arte e la scienza? Si va sempre più verso una società che vive di solo pane. Insomma siamo un enorme allevamento che ha come unico scopo la consumazione, per questo ormai tutti identificano i cittadini come consumatori. Non siamo altro. Ma un po' d'arte? Infondo si compra anche quella a volte; però... non si consuma. Se comprate un libro, un dipinto, in breve: se comprate un'opera d'arte non conviene, non si consuma.
Lavoro di gruppo.
La lavorazione più complessa che esista nel mondo della produzione è il film. Decine, centinaia di persone si coordinano per realizzare quell'opera che vedremo sul grande e il piccolo schermo. Ma per fare una grande opera ci vuole un grande cast tecnico e artistico.
Quanto costa?
Un grande produttore sa che non importa quanto costa realizzare il film, ciò che più conta è che il film incassi più di quanto si è speso per farlo, molto di più.
Banners. Immobiliare
Giovedì 17 Settembre 2009 11:06
L'arte spesso è utilizzata, nel mondo contemporaneo, a fini pubblicitari.
Immobiliare domestico.
Immobiliare aziendale.
Perché ci chiamano Consumatori?
Giovedì 17 Settembre 2009 11:06
Perchè ci chiamano consumatori?
Ci sono tante categorie: gli archittetti, i medici, i camionisti, gli avvocati, gli operai, gli idraulici e così via. Sono esseri umani catalogati in base a ciò che fanno. Tutti ovviamente si nutrono, comprano i vestiti, gli elettrodomestici e quanto serve per vivere. Ma ciò che non riesco a capire è l'idea che ha spinto qualcuno a definirci "consumatori". Quando compriamo gli alimenti non li compriamo per nutrirci? Chi li compra per il gusto di "consumare"?. Se comprate le scarpe certo non le comprate per consumarle, ma sapete che usandole si consumeranno. Ciò vale per tutto o quasi tutto: frigoriferi, televisori, lampadine, batterie ecc. Ho l'impressione che non siamo considerati come esseri umani ma piuttosto come elettori, lavoratori, professionisti e soprattutto CONSUMATORI. Che fine ha fatto l'essere umano? o, se volete, il cittadino? Non posso che rifiutare fermamente questa orribile definizione di "consumatore". Io non consumo! Mi nutro, mi vesto e faccio tante altre cose per vivere e non per consumare. Pregherei l'associazione italiana dei consumatori di trovare un'altra definizione per gli esseri umani che tentano semplicemente di vivere. Noi non siamo consumatori, siamo esseri viventi o gente che prova a vivere.
Banners. Start up aziendale
Giovedì 17 Settembre 2009 11:06
Start up Aziendali.
Tutti conosciamo il motto: chi bene comincia è a metà dell'opera.